A cosa serve fare una grande Performance Professionale e Emozionale durante il proprio Colloquio di Lavoro?
Serve ad ottenere un vantaggio competitivo rispetto agli altri candidati e a convincere il Selezionatore che sei Tu il candidato migliore.
Ovviamente non esiste la FORMULA magica universale, che permette ad ognuno di noi di emergere.
Dopo più di 20 anni di esperienza, la mia opinione sui corsi standard, creati con lo stampino, non è molto positiva.
Nelle selezioni ho incontrato infatti persone che sembravano recitare una parte o formulare frasi assolutamente controproducenti, come “Lavoro troppo”.
Per impressionare il selezionatore molte persone si descrivono come uno stacanovista senza difetti (o con quei “falsi difetti” riformulati in chiave positiva, da manuale anni ’80).
Di solito, queste frasi producono il risultato contrario nel recruiter.
Il fatto che non esista una formula magica rappresenta però una grande opportunità!
Ciascuno di noi è caratterizzato infatti da un valore UNICO e riuscire a creare uno proprio STILE PERSONALIZZATO, completamente strutturato da parte di professionisti esperti del settore, ti permette di dimostrare al selezionatore che proprio Tu sei la persona in grado di PORTARE IL VALORE di cui l’azienda necessita.
Le aziende assumono meno personale e questo deve essere sempre più preparato a fronteggiare i cambiamenti di mercato. Emergere, rispetto ai candidati concorrenti, è quindi fondamentale.
Non permettere a te stesso di danneggiare la tua immagine durante il colloquio, per colpa di una frase infelice pronunciata ingenuamente o di un atteggiamento di chiusura, che ti fa percepire non affidabile!
Come puoi fare? Puoi utilizzare
le grandi potenzialità
delle Tecniche di Comunicazione, del Public Speaking e del Marketing Strategico.
Molti sono i fattori che entrano in gioco.
Le Emozioni, ad esempio, spesso si sommano e generano risultati diversi.
E non solo le tue, ma anche quelle del recruiter!
Se ad esempio nel tuo curriculum vitae hai generato una grande aspettativa e poi durante il colloquio deludi il selezionatore, potrai trovarti di fronte ad una situazione in cui il recruiter dimostrerà AGGRESSIVITA’ nei tuoi confronti.
La somma delle emozioni, in questo caso, è questa:
ASPETTATIVA + RABBIA= AGGRESSIVITA’
Vuoi sapere perchè?
Se ti piacciono queste tematiche, puoi vedere un esempio concreto di come si combinino queste emozioni.
L’esempio è relativo alla vendita di un corso, di cui si è generata una grande aspettativa che poi viene delusa.
E’ lo stesso identico processo che stiamo analizzando qui: un CV inviato potente, che genera aspettativa e una performance deludente, in cui non si riesce a confermare ciò che è scritto nel curriculum.
Ecco perchè è identico (anche se riguarda un corso). Guardalo, dura poco più di 2 minuti, ma ti dà un’idea:
- di quanti elementi ci possano sfuggire quando ci prepariamo per un colloquio
- quanto possano esserti d’aiuto le tecniche di marketing strategico ed emozionale
Per affrontare un colloquio nel modo giusto, è fondamentale che ti prepari con molta calma.
Come sappiamo, il processo di selezione si basa sul colloquio di lavoro.
La chiave strategica per sostenere un colloquio conoscitivo di successo consiste nel mostrare sicurezza, disinvoltura e positività, mentre esponiamo al recruiter la nostra professionalità e gli elementi che ci distinguono dal resto dei candidati.
Semplice?
No, perchè spesso ci concentriamo esclusivamente sulle domande e sulle risposte da dare e compiamo, invece, una serie di errori dal punto di vista della comunicazione.
Ti faccio subito un esempio chiaro, per comprendere cosa significhi compiere errori; analizziamo insieme come ogni singola azione possa far nascere nel recruiter una serie di domande e dubbi.
a) Il candidato tiene il contatto oculare troppo a lungo. Il recruiter si potrebbe domandare “perchè crea questo clima di disagio? mi vuole sfidare? è arrogante?
Se invece tiene il contatto oculare per troppo poco tempo, le domande potrebbero essere: “il candidato non è interessato? E’ troppo timido?” Vediamo quindi di seguito altri esempi.
b) Il candidato irrigidisce le spalle (“è nervoso o è triste? Perché?”)
c) Il candidato tiene la testa bassa (“non ha fiducia in se stesso?”)
d) Il candidato incrocia le braccia e chiude le mani a pugno (“è sulle difensive? Mantiene le distanze?”)
e) Il candidato dondola le gambe (“non riesce a tenerle a bada: è dotato di scarso autocontrollo?”)
f) Il candidato gesticola velocemente (“non coordina i concetti? Non sa dove mettere le mani, perchè è nervoso? E’ privo di stile? E’ aggressivo o passivo?”).
Questo è solo un piccolissimo esempio, ma serve a darci un’idea di una serie di messaggi che lanciamo continuamente.
Tutti noi comunichiamo infatti attraverso un’infinità di micromovimenti (perfino dei denti!) e microespressioni.
E poichè lo facciamo inconsciamente, non riusciamo a gestire la comunicazione esattamente come desideriamo, se non siamo consapevoli del significato intrinseco che trasmettiamo.
Ovviamente un bravo recruiter sa leggere tutti gli elementi nel suo complesso e sa contestualizzarli alla situazione; è chiaro che un po’ di tensione sia normale, durante una selezione.
Quello che desidero evidenziare è che a volte ci capitano occasioni importanti all’improvviso, in cui apparire sicuri, professionali e a proprio agio è fondamentale, per avere maggiori chanche di essere scelti.
Ed è un vero peccato non saperle fronteggiare nel migliore dei modi.
Molte persone non sanno che possono arrivare a padroneggiare ogni situazione, imparando tecniche e abilità in chiave di comunicazione efficace e di marketing strategico, allenandoti per tempo.
Timidezza e tensione giocano spesso brutti scherzi, lo sappiamo.
Attraverso questo Mini Corso Efficace, puoi arrivare al colloquio di lavoro preparato in modo da:
- fare un’ottima prima impressione al recruiter
- presentare al meglio te stesso e le tue abilità
- rispondere efficacemente alle molteplici domande del selezionatore
- mostrare entusiasmo e interesse per la posizione
- ridurre al minimo il rischio di fare errori o brutte figure che potrebbero compromettere il buon esisto della selezione.
Ora analizziamo i 3 momenti chiave del colloquio; desidero darti delle linee guida per affrontare nel migliore dei modi.
I 3 Momenti chiave del colloquio di Lavoro:
prima, durante, dopo.
Esistono 3 momenti chiave del colloquio.
Tenerli distinti e sapere cosa fare PRIMA – DURANTE – DOPO il colloquio ti aiuterà moltissimo a orientare i tuoi sforzi in modo organizzato.
Come sai, l’intervista può avvenire dal vivo o online oppure, raramente, via telefono.
Non anticipare il colloquio al telefono, se non è necessario, perchè dialogare ad visu con l’interlocutore è molto importante, per evitare fraintendimenti e ottenere maggiore attenzione.
Tutte queste modalità di intervista si basano su una serie di regole comuni, utilissime, se vuoi affrontare il selezionatore nel migliore dei modi.
Ti ricordo che dal vivo, occorre prestare maggiore attenzione agli aspetti legati alla comunicazione non verbale e paraverbale (linguaggio del corpo e voce).
Se stai sostenendo un colloquio online, l’inquadratura riguarderà solo la parte superiore.
Se lo sosterrai al telefono, l’organizzazione del discorso e la tua voce giocheranno un ruolo essenziale, ma come muoverai gli occhi non avrà certamente importanza!
COSA FARE PRIMA del colloquio
La fase che precede il colloquio to offre la possibilità di affrontare la selezione preparato. E’ vero che non è una novità, ma sai quale è l’errore che si compie di solito? La valutazione della fonte. Questa non risiede nell’annuncio.
Dovrai infatti informarti sull’azienda, per
- comprendere se i tuoi valori e le tue competenze sono allineati con quelli dell’azienda
- far percepire all’intervistatore la tua serietà e il tuo interesse, adattando anche le tue risposte alla cultura aziendale, la mission e gli obiettivi della compagnia.
Allora, QUALI Strumenti dovrai utilizzare?
Hai tantissimi strumenti a disposizione, basterà cercarli con cura.
Ad esempio:
- sito web aziendale
- report annuali pubblicati
- newsletter aziendali
- social media, per comprendere il tipo di immagine che l’azienda vuole trasmettere all’esterno.
Dopo aver analizzato con cura queste informazioni, fai molta pratica simulando le domande più frequenti. Assicurarti che le tue risposte siano chiare ed efficaci confrontati con amici o un familiari.
Fai un recap delle tue esperienze, evidenziando ciò che hai imparato da esse e, soprattutto, come possono essere utili per la nuova posizione.
COSA FARE DURANTE il colloquio
Dopo esserti preparato con cura, sei ad un passo dal momento che può cambiare tutta la tua vita.
Personalmente, ricordo ancora l’emozione dei colloqui passati e sono certa che questi suggerimenti ti saranno molto utili.
Arriva in anticipo. Ricordati che è buona norma presentarsi 5/10 minuti prima del colloquio; non arrivare in ritardo!
Cura l’abbigliamento.
Vestiti come immagini che richieda lo stile aziendale e in linea con il ruolo che dovrai assumere; l’abbigliamento sobrio e formale vince sempre.
Ricordati che il modo in cui ti vestirai non influirà solo sulla percezione che gli altri avranno di te, ma anche su te stesso, perchè le tue percezioni sono influenzate dal significato simbolico che attribuisci ad uno stimolo visivo.
Esiste un famoso studio psicologico sul rapporto tra abbigliamento e performance, che ha mostrato che il solo fatto di indossare una maglietta che raffigurava Superman, faceva sentire i soggetti dello studio più forti, più attraenti, e soprattutto migliorava concretamente la loro prestazione a test cognitivi, rispetto ad altri che indossavano una semplice maglietta bianca.
Lo so, sembra assurdo, ma è così. Questo accade perchè la nostra mente ha bisogno di individuare subito di chi possiamo fidarci e di chi dobbiamo temere come un pericolo.
Per decidere in fretta si affida a dei pregiudizi. In questo caso possono esserci molto utili, perchè un vestiario adeguato e professionale può farci sentire più sicuri!
Io ad esempio sin da quando sono ragazza ho sempre amato i tailleur. Nella scelta del mio stile sarò certamente stata in parte influenzata dai miei genitori, che si vestivano in modo professionale e classico anche in casa! Nelle prime riunioni importanti, il tailleur mi faceva entrare subito in empatia con i miei interlocutori, Manager di Multinazionali!
Ho approfondito questo aspetto perchè mi occupo di Marketing Estetico o Marketing Polisensoriale, che si basa su una comunicazione totale in grado di rafforzare l’efficacia del messaggio e sostenerne la coerenza interna facendo leva su una serie di stimoli eterogenei, semanticamente uniformi, che sfruttano le potenzialità di tutti i 5 canali sensoriali.
Lo sappiamo tutti ormai: 30 secondi è il tempo che ci serve per decidere se qualcuno ci piace oppure no!
Cosa osserviamo in quella manciata di secondi?
Il mio canale youtube è decollato da poco, ma dal prossimo mese troverai molti spunti se ti interesserà approfondire anche questo argomento.
Il mondo della moda (e l’abbigliamento) viene associato spesso a qualcosa di effimero, senza considerare le solide strategie di marketing su cui si basa, come il Color Marketing, che è la branca del marketing che studia la reazione delle persone alla visione di determinati colori.
Tieni presente questi aspetti; se ti interessano, segui il mio Canale Youtube, perchè ti parlerò in modo approfondito dei tantissimi aspetti strategici che puoi potenziare per essere percepito autorevole, professionale e carismatico
Ora, però, torniamo al tipo di colloquio. Non sempre siamo convocati di persona
Colloquio telefonico/on line/di gruppo.
Una piccola precisazione.
A seconda del tipo di colloquio che sosterrai devi tener presente alcuni aspetti.
a) colloquio telefonico: è necessario che tu scelga un luogo tranquillo e non rumoroso. Fai in modo di avere sufficiente tempo a disposizione.
b) colloquio online (via skype, Zoom, google Meet):
punta su un ambiente ordinato, tranquillo e illuminato.
Fai un check sugli strumenti tecnici (rete internet, audio, video).
Ricordati di presentarti in modo curato, come se il colloquio fosse di persona!
Cura anche l’abbigliamento non visibile (pantaloni, gonna), perchè ti farà sentire maggiormente sicuro!
c) colloquio “di gruppo”.
In questo caso i recruiter analizzano le capacità relazionali e di interazione col gruppo.
In tutti i casi, si passa alla fatidica prima domanda: “Mi parli di lei”.
In questa fase delicatissima prima fase del colloquio, è fondamentale strutturare la propria presentazione conoscendo le tecniche di comunicazione efficace per impostare una presentazione basata:
- sulle tue competenze
- sulle tue esperienze
- sui tuoi punti di forza
- sulle caratteristiche che ti rendono il candidato giusto per la posizione a cui ti sei candidato e per cui sei stato selezionato.
Come rispondere alle domande?
Non avere fretta di rispondere dicendo la prima cosa che ti viene in testa; le tue risposte devono essere efficaci, centrate!
VEDIAMO COME FARE
Ascolta con attenzione. Rifletti un paio di secondi per pensare:
- a quello che dirai, per costruire una risposta pertinente ed esaustiva. E’ importante che tu non sia vago e che non vada fuori tema
- ai fatti che porterai a supporto delle tue affermazioni. L’esempio che farai per il recruiter è una prova dalla quale capirà se stai dicendo effettivamente il vero e attraverso la quale si costruirà la fiducia nei tuoi confronti!
Se non sei sicuro di quello che il selezionatore ti sta chiedendo, chiedi al recruiter un chiarimento.
Le tue risposte devono parlare di te dal punto di vista professionale. Non fare riferimento a fatti personali o a situazioni in cui la tua vita personale ha ostacolato il tuo lavoro.
Diverse persone, durante il colloquio, si lasciano trasportare dalla confidenza che si crea con il recruiter e cadono nella trappola delle domande del selezionatore, in particolare nelle domande trabocchetto.
Queste domande hanno uno scopo ben preciso: verificare la tua credibilità.
E’ qui che entra in gioco in maggior misura il MODO in cui rispondi e il tuo linguaggio del corpo, che molte volte comunica più delle tue parole! Presta attenzione a ciò che dici e al modo in cui rispondi oltre che ai dettagli che fornisci.
L’ultima domanda sarà la classica “Ha qualche domanda da farmi?”
Lo avrai letto un po’ ovunque: dovrai fare una serie di domande sul ruolo e sull’azienda. E’ fondamentale dimostrare tutto il tuo interesse, che mi auguro vivamente, sia reale.
Educazione e professionalità sono fondamentali per fare un’ottima impressione e sperare di ottenere un secondo colloquio di lavoro.
Abbiamo visto insieme alcune Linee guida molto importanti.
Però hai un’altra possibilità.
Utilizzare le grandi potenzialità delle Tecniche di Comunicazione, del Public Speaking e del Marketing Strategico”, per affrontare il Tuo Colloquio di Lavoro in modo Efficace, sostenendo una Grande Performance Professionale e Emozionale.
Si tratta di una preparazione assolutamente personalizzata che si avvale di tecniche e abilità mutidisciplinari.
Cosa significa fare una Grande Performance Professionale e Emozionale? Significa che potrai IMPARARE:
- Ad ottenere in pochi secondi l’interesse del tuo interlocutore
- A capire in modo profondo ciò che gli altri ci stanno comunicando
- A saper gestire lo stress e le emozioni
- A comprendere e utilizzare il linguaggio del corpo: postura, mimetica, gesto, voce
- A saper organizzazione e scegliere i contenuti del colloquio e a saperlo pianificare
- A saper scegliere i messaggi da veicolare
- Ad imparare le regole della chiarezza verbale, facilità e chiarezza espositiva, l’arte della sintesi, l’uso delle parole-chiave
- A non cadere nelle domande trabocchetto, che minano la tua credibilità.
Ti dò un suggerimento strategico, che però dovrebbe appartenere allo stile di ciascuno di noi.
Ricordati di essere cordiale e professionale con ogni persona che incontri nell’azienda in cui farai il colloquio (non solo, quindi, con il selezionatore)
Spesso personalmente ho chiesto ai miei collaboratori e colleghi quale impressione avessero avuto del candidato, soprattutto in termini di educazione.
Se ad esempio si era rivolto in modo distratto o poco cortese alla segretaria, per poi presentarsi gentilissimo nei miei confronti, certamente non aveva segnato un punto a suo favore, in termini di fiducia.
Sembra un comportamento ovvio, invece, complice a volte la tensione, siamo veramente concentrati solo nel momento in cui entriamo nella stanza del selezionatore. E’ un errore!
In un’azienda, alla quale molti anni fa mi ero rivolta come candidata, sorpresi in giardino una persona che mi scrutava: seppi solo dopo che era una socia dell’azienda! Meno male che avevo solo sbuffato ! …ma può capitare di peggio!
COSA FARE DOPO il colloquio
Ti consiglio un’azione molto apprezzata dai recruiter:
il follow-Up, cioè una mail di ringraziamento al selezionatore, dopo aver sostenuto il colloquio conoscitivo.
Questa mail è una grande opportunità!
Puoi infatti anche menzionare i dettagli che ti sono sfuggiti durante il colloquio o inviargli del materiale di cui avete discusso durante l’intervista
Apparirai certamente come una persona attenta, rispettosa e realmente interessata al ruolo da ricoprire.
Linee guida per la Tua Performance
La comunicazione efficace è uno strumento potentissimo per far esplodere le tue potenzialità, perchè ti permette di aumentare la PERCEZIONE positiva del selezionatore nei tuoi confronti, riuscendo a trasmettere fiducia e serenità oltre che competenze e soft skills.
Ora analizziamo insieme alcune LINEE GUIDA molto importanti in termini di comunicazione efficace.
Tieni presente però che se vuoi ottenere risultati veramente efficaci, sarà fondamentale padroneggiare la comunicazione in modo strategico.
Ecco alcune regole efficaci:
- Stai composto e mantieni una posizione che esprima sicurezza
- Guarda il selezionatore negli occhi
- Ascolta con attenzione le sue domande
- Poni domande utili per comprendere bene la posizione offerta.
- Parla con calma.
- Fai sentire e capire in modo chiaro quello che stai dicendo e usa un tono di voce adeguato ed modula volume e ritmo.
- Non interrompere il tuo interlocutore (a meno che tu non abbia una domanda urgente ed estremamente pertinente a cosa sta dicendo!)
- Rispondi in modo sintetico ma preciso e partecipa attivamente al colloquio
- Non assumere un atteggiamento difensivo riguardo ai dati meno favorevoli del tuo CV, (non giustificarti, dimostra la volontà di migliorare i punti deboli)
- Mantieni la calma anche se ricevi domande inaspettate o personali. L’obiettivo del recruiter è verificare la tua capacità di reagire agli imprevisti e la tua sincerità!
- Vuoi capire l’andamento del colloquio? Osserva le reazioni non verbali del recruiter: una sua espressione contrariata, o un suo sorriso, possono essere indicazioni utili.
- Mostra interesse verso la posizione per cui sei candidato
Lo so, dietro a ciascuna di queste indicazioni, in realtà si apre un mondo.
Lo abbiamo visto all’inizio di questo post, quando abbiamo valutato come ogni singola azione possa far nascere nel recruiter una serie di domande e dubbi.
Con il mini corso impari infatti a comunicare veramente il tuo valore, la tua professionalità, il tuo stile, per non perdere le opportunità a cui tieni tantissimo, a causa di una comunicazione poco efficace.
Su cosa devi puntare per risultare efficace durante il tuo colloquio?
Punta su questi 7 aspetti chiave:
COERENZA: non contraddirti
CHIAREZZA: assicurati che il messaggio che vuoi far percepire sia privo di fraintendimenti
CURIOSITA‘: denota motivazione
TRASPARENZA: Ogni rapporto si basa sulla fiducia e una comunicazione trasparente è il primo passo per crearla.
ONESTA‘: L’onestà rende i rapporti più forti; sul lavoro ci permette di costruire un ambiente migliore e più sereno, che ci aiuta a essere più produttivi.
MOTIVAZIONE: perché sei interessato al ruolo, all’azienda e all’opportunità proposta? Ricordati che il recruiter sta cercando la persona giusta per risolvere i “propri” problemi, quindi il tuo approccio deve essere orientato in questa direzione.
Tempo fa selezionai una persona che avrebbe dovuto assumere il ruolo di agente di commercio e impostò tutta la sua argomentazione semplicemente su quanto per lui fosse importante cambiare lavoro. Non è certo una motivazione che spinge il recruiter ad assumere! Sei d’accordo?
POSITIVITA‘: Ecco, qui occorre un lieve sforzo, se non sei naturalmente positivo. Dovrai infatti raccontare con positività anche le esperienze di lavoro passate! Questo include il non parlare male di ex colleghi e datori di lavoro.
In conclusione, ricordati che il selezionatore vuole comprendere prima di tutto la tua personalità; quindi cercherà di scavare a fondo nella tua storia per conoscere quali siano le tue idee e per assicurarsi che si possa creare il giusto match tra te e l’azienda.
Vuoi ottenere un Vantaggio competitivo e avere uno tuo stile personalizzato completamente strutturato, per essere vincente?
Se vuoi FAR ESPLODERE LE TUE POTENZIALITA’ ed imparare:
- A comunicare il tuo valore, la tua professionalità, il tuo stile
- Ad incrementare le tue opportunità professionali
- A GESTIRE le situazioni in cui devi/vuoi parlare al recruiter (e ad un pubblico) con l’obiettivo di presentare te stesso, i tuoi progetti e le tue idee in maniera coinvolgente, chiara e gestendo PAURA e STRESS
- A gestire le Emozioni del recruiter attraverso tecniche di marketing strategico e di gestione della combinazione di emozioni
- Ad acquisire la capacità di rispondere a domande e obiezioni in maniera efficace e persuasiva
- A non perdere le opportunità che ti si presentano all’improvviso
Scegliere il Corso Efficace ti consente
- di ottenere un Vantaggio competitivo rispetto a tutti i candidati
- e soprattutto di avere uno tuo stile personalizzato completamente strutturato da parte di professionisti esperti di settore da più di 20 anni.
Cosa IMPARI: CONTENUTO del corso
I contenuti del corso sono stati scelti con cura, dopo aver analizzati quali siano le cause di fallimento della maggior parte dei colloqui di lavoro.
- Come superare la paura di parlare al Recruiter
- Come gestire lo stress prima della perfomance
- Le abilità per stare davanti al tuo interlocutore facendo percepire SICUREZZA
(studio dello sguardo, della voce, e del linguaggio del corpo)
- Come preparare il discorso del tuo colloquio avvalendoti del marketing strategico
- Come parlare in modo efficace e convincente
- Cosa NON dire e cosa NON fare quando affronti il colloquio
- Come Gestire gli Imprevisti
- Come terminare gli interventi nel modo più corretto, lasciando al/ai recruiter l’impressione di una grande performance professionale ed emozionale
- Esercizi semplici e esercizi progressivi
A chi è rivolto il CORSO
Il Corso è creato per le persone in cerca di lavoro, che vogliono cambiare o cercare lavoro, ma trovi corsi strutturati per tutti coloro che desiderano imparare a presentarsi con efficacia, quindi se sei:
- un imprenditore
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Nelle FAQ della pagina dei CORSI trovi le risposte a tutte le domande più importanti e…se vuoi maggiori informazioni, scrivimi su Telegram o alla email indicata e chiedimi gli Argomenti del Corso nel dettaglio, dopo aver evidenziato il tuo obiettivo.
Sono davvero felice che tu abbia seguito compreso i grandi vantaggi delle Tecniche e Abilità di Comunicazione – Public Speaking -Marketing Strategico per preparare una grande performance Professionale e Emozionale”
Fai la differenza, e IMPARA
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- A comunicare il tuo valore, la tua professionalità, il tuo stile
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- A GESTIRE le situazioni in cui devi/vuoi parlare al recruiter (e ad un pubblico) con l’obiettivo di presentare te stesso, i tuoi progetti e le tue idee in maniera coinvolgente, chiara e gestendo PAURA e STRESS
- Ad acquisire la capacità di rispondere a domande e obiezioni in maniera efficace e persuasiva
- Comunicare in modo efficace coinvolgendo il selezionatore grazie alla tua esposizione memorabile
…e soprattutto
A NON PERDERE le opportunità che ti si presentano all’improvviso, perché non sei preparato per una Performance professionale e personale che trasmetta VALORE durante la Selezione del Colloquio di Lavoro, che può cambiare la tua vita.
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Tutte le persone che scelgono di partecipare ad un corso di public speaking riscontrano sempre dei risvolti positivi nella loro vita professionale e non, anche se hanno esigenze, obiettivi e aspettative completamente diverse e non strettamente legate ad un colloquio di lavoro.
